Pio Rajna a Ernesto Monaci, 17 marzo 1876

Informazioni sul documento

Trascrizione: Alessia Di Virgilio

Codifica: Giulia Lucchesi

Data pubblicazione online: 21.3.2020

Riferimenti bibliografici: Alessia Di Virgilio, Carteggio Monaci - Rajna (1873-1877), tesi di laurea, Sapienza Università di Roma, a.a. 2018-2019.

Collocazione: Archivio Monaci, Società Filologica Romana, presso il Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali, Sapienza, Università di Roma. Busta n. 22, fascicolo 1095, lettera 21

Contenuto: Lettera di Pio Rajna a Ernesto Monaci del 17 marzo 1876.

Mittente: Pio Rajna
Luogo di invio: Milano
Data di invio: 17.3.1876

Destinatario: Ernesto Monaci
Luogo di ricezione: ?
Data di ricezione: ?

Carissimo MonaciErnesto Monaci (1844-1918)

O che dici mai? Tu non saresti del Consiglio? Non vedi che senza di te sarebbe impossibile far nulla? In tal caso, essendo mutate sostanzialmente le condizioni, ritiro ancor io la mia parola. L’impresa a me sembra possibile solo a patto che ci sia una persona, la quale si prenda l’assunto di dirigerla e d’invigilarla continuamente. Provati a interrogare un per uno i futuri (?) consiglieri, e vedi un po’ se ce n’è nessuno disposto ad assumersi questo carico. E se anche ci fosse, chi riunirebbe al pari di te tutte le attitudini necessarie? Consiglio, è una bella parola; ma vorrei sapere che cosa possa conchiudere un corpo collettivo, quando tutti i membri sono dispersi su tutta la superficie dell’Italia, più un tratto di territorio straniero. In Francia è ben altra / cosa; la Francia è Parigi, e tutti quanti i consiglieri della ‘’Societè del Amiens Nantes’’ si possono raccogliere quando loro piace, a discutere e deliberare. Qui da noi la parte del consiglio deve di necessità essere secondaria; direi anzi che si potrebbe farne a meno, e avrei visto molto volentieri che tu avessi preso a fare in nome tuo, solo ricorrendo alla cooperazione altrui, a seconda che il bisogno si fosse venuto manifestando. Dunque cancellami dalla lista, o recedi dal tuo proposito, e disponiti ad essere l’anima del Consiglio, il quale, se la pensa come noi, non darò certo mai luogo a conflitti d’autorità e di giurisdizione. All’AscoliGraziadio Isaia Ascoli (1829-1907) non riparlo neppure. Credo che neppur lui vorrà prender parte a un’intrapresa che si manifesta fin d’ora come un’utopia. Egli, meglio d’ogni altro, sa per esperienza dall’Archivio, che per riuscire è necessaria un’unica attività direttrice. / Avrei cento cose da aggiungere in proposito; ma son troppo pigro per metterle in iscritto. Questo ti sia prova se io potrei essere un buon consigliere, là dove bisognerebbe sempre ricorrere alla forma per agitare le questioni.

Addio. Vogli sempre bene al tuo affmoaffezionatissimo

P. RajnaPio Rajna (1847-1930)