Milano, 4 del 77
Carissimo amico,
Sentii jerisera dal , e stamani mi è confermato da una lettera del , che non lievi dissapori sien venuti a turbare l’amichevole corrispondenza di parecchi valentuomini, in seguito all’invito di cui il Ministro ha voluto onorare il stesso.
Nessuna notizia di cotesti dissapori era a me giunta per lo innanzi; altrimenti mi sarei affrettato, come ora fo, a dar qualche schietto e sicuro offrendogli Roma anziché Milano; ma nel dirmi questo, mi diceva insieme, che avrebbe subito chiamato , per mostrarle come egli L’aveva sempre avuta a cuore.
Che mai c’è dunque in tutto questo (e altro non ci fu, tranne, pur troppo, il continuo peggiorarsi della salute del , che non potrà più insegnare, né in Italia, né in Austria), che mai c’è dunque che possa comportare biasimo o pel Ministro, o pel , o pel comm. Bianchi o per ?
Si tronchi finalmente ogni equivoco e non aggraviamo di mali immaginarj la soma già ben ponderosa dei mali effettivi che vediamo intorno a noi. Ed scusi la fretta grandissima e mi voglia sempre bene.