Piazza Capranica, 95 II
Madrid
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Carissimo Professore,
Ho ricevuto stamani la Sua carissima in data del 5. Carissime, Lo creda, mi son tutte le Sue lettere, come se mi venissero da mio Padre. E l’ultima Sua non avrei lasciata
senza risposta se la mia salute, andata di nuovo a male coll’entrar dell’autunno, non mi avesse sconsolato anima e corpo. Ormai vedo bene che solo un cambiamento radicale di vita
può restituirmi la salute di 14 o 15 mesi fa. Ma è un bel dire! E poi tante cause morali, di svariata natura, influiscono sul mio fisico: e non sta a me il rincuorarle per
distruggere gli effetti.Basta: per ora / non desidero altro se non di poter tirare innanzi ancora un mese, in modo da risparmiarmi il gusto di fare il mio ingresso in un ospedale spagnolo.
Quanto alla mia missione, La ringrazio dei consigli. Tuttavia, io ho la coscienza di aver fatto il mio dovere, e piú. Avrei fatto semplicemente il mio dovere, se mi
fossi attenuto alle istruzioni impartitemi per iscritto dal , a cui disposizione la
Commissione mi mise. E se non mi avessi fatto che questo, povera Commissione! Avrebbe dovuto spedire un nuovo missionario. Cosí, invece, informatomi bene dei dettagli del progetto
che la Commissione / accarezza, mi son messo a far da me la parte che il avea lasciata indietro. Questo benedetto uomo non riesco a capirlo:
è un uomo d’ingegno che ha però addosso quel gran peccato mortale, di cui Lei ha giustamente tanta paura, di fare il savant nello stesso tempo che
l’avvocato. I suoi lavori son maravigliosi dicono i Colombisti di professione; ma io Le faccio notare che i piú illustri di essi sono italiani e… spagnoli!
Le dico tutto questo, cosí, tanto perché Ella mi ha toccato il tasto. Piú Le dirò a voce. Intanto, creda che io sono in ottime relazioni col ,
e che deploro di doverne dare tali giudizi; vorrei ingannarmi!
So bene che c’è nella Commissione Colom/biana qualcuno che mi ciurla nel manico. Ma non me ne preoccupo. Permetto una sola osservazione, e non la derivi dal mio
carattere un po’ pessimista: nella Commissione non c’è un solo che sappia precisamente che cosa essa debba o voglia fare: Le ho parlato di un loro progetto ma è loro, in quanto che
lo han preso a prestito dal , senza informarsi dei dettagli ecc. Se domani io inviassi la copia d’uno dei piú noti e piú stampati documenti,
come cosa del tutto nuova, prima di un mese non se ne accorgerebbe nessuno.
Il progetto dunque è di pubblicare un gran codice contenente tutto ciò che ci resta di : relazioni di viaggi, lettere, testamento. Si tratta
di riprodurre, riveduti sugli originali, testi già stampati. Ora, i testi autentici io ho dovuto e debbo ricopiare da capo, colle abbreviature tutte /
(si figuri che divertimento con mss. del sec. XVI!). Gli autografi bisogna facsimilare. Della prima parte del lavoro ho già fatto moltissimo: la seconda dipende dal fotografo, ché io, per mia
parte ho già bene avviata la cosa. Pei primi di novembre io potrò lavorare all’archivio del duca di Veragua, il quale è disposto, mi pare, a lasciare andare i mss. nel laboratorio
del fotografo. E credo che la Commissione, nonostante la mediazione dell’Ambasciata, non avrebbe mai tirato il ragno dal buco. [...] Mi saluti il suo Peppino, al quale voglia anche dire ch gli ripeterò dei cigarillos della famosa fabbrica di Siviglia
Tanti cordiali saluti dal Suo affmo e