Cesare De Lollis a Ernesto Monaci, 7 novembre 1890 (?)

Informazioni sul documento

Trascrizione: Debora Matteo

Codifica: Mariangela Distilo

Data pubblicazione online: 26.2.2020

Riferimenti bibliografici: Debora Matteo, Itinerario di un carteggio, tesi di laurea, Sapienza Università di Roma, a.a. 2017-2018.

Collocazione: Archivio Monaci, Società Filologica Romana, presso il Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali, Sapienza, Università di Roma. Busta n. 8, fascicolo 394.

Contenuto: Lettera di Cesare De Lollis a Ernesto Monaci del 7 novembre 1890 (?)

Mittente: Cesare De Lollis
Luogo di invio: Genova
Data di invio: 7.11.1890 (?)

Destinatario: Ernesto Monaci
Luogo di ricezione: ?
Data di ricezione: ?

[...]

A Genova, la Facoltà mostra di prediligermi, e il MinistroPaolo Boselli (1838-1932) non mi vuol mandare per far piacere al ParodiErnesto Giacomo Parodi (1862-1923), che si degna di fare il neo latino faute de mieux. [...] Il ParodiErnesto Giacomo Parodi (1862-1923) si è diportato con me da maleducato; e una sua lettera che ho ricevuto jeri mi dimostra sempre più ch’egli è un pallone gonfiato di vento e di gesuiteria. Io non potrei quindi in nessun modo mostrarmi generoso con lui, che mi professo di non avvicinare mai più in vita mia e di respingere da me, se mai mi volesse avvicinare. Son disposto a servirmi di tutti i mezzi, per aver Genova, compreso quello di contentarmi dell’incarico purché non vi venga lui! La ragione potentissima ch’io ho per tener duro di fronte al Ministero, è questa: ch’io posso venire a Genova senza mandare in aria i lavori colombiani; non potrei andare altrove, senza venire meno ai miei impegni. Il ParodiErnesto Giacomo Parodi (1862-1923) vuoi venire a Genova, per pochi mesi, avendo in vista le altezze glottologiche, fuori di una Facoltà, incapace di capirlo, com’è questa di Genova. Dovrei io quindi stare ai suoi capricci, rassegnato come un fantoccio? Il buon RajnaPio Rajna (1847-1930) perde il lume degli occhi, quando si tratti del suo pupillo, e, nel modo più chiaro vorrebbe lasciar comprendere a me che di fronte al ParodiErnesto Giacomo Parodi (1862-1923) c’è poco da fare. [...] Mi son seccato profondamente di vedermi subordinato al ParodiErnesto Giacomo Parodi (1862-1923), che, colla sua aria di evangelica modestia, par che mandi sprazzi di luce smagliante come una gemma chiusa in uno scrigno. Ed io, cedendogli il posto di Genova, apporrei la mia sanzione a questa ben predicata superiorità.

[...]