Ernesto Monaci a Graziadio Isaia Ascoli, 14 maggio 1904

Informazioni sul documento

Trascrizione: Chiara Maria Calcagni

Codifica: Eleonora Bruno

Data pubblicazione online: 6.4.2020

Riferimenti bibliografici: Chiara Maria Calcagni, Lettere scelte dal carteggio Ascoli-Monaci (1880/1906): trascrizione e commento, tesi di laurea, Sapienza Università di Roma, a.a. 2018-2019.

Collocazione: Archivio di Ascoli ai Lincei, presso la Biblioteca dell’Accademia dei Lincei e Corsiniana. Lettera 29/32

Contenuto: Lettera di Ernesto Monaci a Graziadio Isaia Ascoli del 14 maggio 1904

Mittente: Ernesto Monaci
Luogo di invio: Roma
Data di invio: 14.5.1904

Destinatario: Graziadio Isaia Ascoli
Luogo di ricezione: Milano
Data di ricezione: ?

Mio Signore

La ringrazio di cuore per il l’affettuoso saluto e per caro dono che mi ha mandato, delle sue note. Troppo ignorante di celtico, ho gustata più delle altre quella su mellĭnus mĕlĭnus, dove ella porge un altro mirabile esempio d’illustrazione del latino volgare. E da queste belle note, in cui si sente sempre spirare un alito vigoroso e possente che conforta, il pensiero mi ha portato a palazzo Corsini, dove materiale prezioso ed immenso giace sempre nell’inerzia, spettando la parola vivificatrice del MaestroGraziadio Isaia Ascoli (1829-1907) che lo metta in movimento. Non sarà dunque venuta l’ora di chiamare l’attenzione del nuovo MinistroVittorio Emanuele Orlando (1860-1952) su quanto avvenne per opera del suo predecessoreNunzio Nasi (1850-1935)? Sento da tutti parlar bene di quest’uomo. Ma temo assai che fra poco egli piùnon sappia come muoversi sotto la vallanga di reclami che gli piovono addosso da ogni parte. Fra pochi giorni Ella sarà in Roma. Il pensieri di rivederla mi consola assai in mezzo alle tribolazioni in cui vivo da molti mesi, non solo per il mio vecchio male che ormai non mi perette di lasciare il letto se non nelle tre ore della settimana in cui debbo far lezione, ma più ancora per le amarezze che mi vengono da quei due miserabili, che per diciott’anni trattai come figli, mentre non erano che due ricattatori. Sto in letto, ma non mancherò di venire a trovarla non appena saprò che Ella sia giunto in Roma.

il Suo

Ern. MonaciErnesto Monaci (1844-1918)