Graziadio Isaia Ascoli a Ernesto Monaci, 10 luglio 1906

Informazioni sul documento

Trascrizione: Chiara Maria Calcagni

Codifica: Giulia Lucchesi

Data pubblicazione online: 4.4.2020

Riferimenti bibliografici: Chiara Maria Calcagni, Lettere scelte dal carteggio Ascoli-Monaci (1880/1906): trascrizione e commento, tesi di laurea, Sapienza Università di Roma, a.a. 2018-2019.

Collocazione: Archivio Monaci, Società Filologica Romana, presso il Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali, Sapienza, Università di Roma. Busta n. 1, fascicolo 49, lettera 168

Contenuto: Lettera di Graziadio Isaia Ascoli a Ernesto Monaci del 10 luglio 1906.

Mittente: Graziadio Isaia Ascoli
Luogo di invio: Milano
Data di invio: 10.7.1906

Destinatario: Ernesto Monaci
Luogo di ricezione: ?
Data di ricezione: ?

Onorato e caro collega;

Le rendo vivissime grazie per la buona Sua lettera del 18 giugno. Le ragioni, per le quali mi è riuscita alquanto enigmatica e alquanto spiacevole la conferenza di Paul MeyerPaul Meyer (1840-1917), mi porterebbero a molestarla con infinite parole, non poche delle quali non sarebbero punto agevoli a profferirsi, massime per iscritto. Onde è forse meglio che io differisca. Oh mi fosse dato di trovarmi non tanto di rado vicino a Lei! Non Le dirò quanto mi rallegrasse la parte buona delle cose attinenti alla Topomastica, ch’Ella, insieme con la non buona, mi descriveva così mirabilmente. Qui, di mio rincrescimento particolare, avrei per vero due cosucce, che però potranno presto avere o forse hanno già avuto qualche rimedio. Mi rincresce cioè in primo luogo che una specie di divieto del d’OvidioFrancesco D’Ovidio (1849-1925) mi tolga d’aprir bocca col PieriSilvio Pieri (1856-1936). Questo divieto lo accettavo per verità in Roma il 2 di luglio, quando io non conoscevo la lettera a me diretta dal BoselliPaolo Boselli (1838-1932) e allora viaggiante alla volta di Milano, ne ancora avevo parlato col LuzzattiLuigi Luzzatti (1841-1927), che fu il 3, nella seduta Reale. Ma pure non ho creduto di reputarmene peranco svincolato. In secondo luogo, mi rincresce si sia fatta correre la favola (favola involontaria, come va da sé), che il LuzzattiLuigi Luzzatti (1841-1927) avesse con me vantato di aver ben vantato di aver ben preparato il successore per la iscrizione da noi desiderata. Il vero è all’incontro, che il LuzzattiLuigi Luzzatti (1841-1927) avendo sentito da me come forse la Commissione nostra poteva contare sopra una raccomandazione di lui al proprio successore e avendomi interrogato intorno l’affare come intorno a cosa per lui nuova, finì per pronunziare le parole che io fedelissimamente ho riferito.

Lo spoglio delle nostre schede sta per compirsi e il nostro dispaccio per Berlino starà, speriamo, per partire. Ella ora tornerà a godere della compagnia del ConteCostantino Nigra (1828-1907), che par proprio ritornato in liete condizioni. E così continui perennemente! E sanità perenne e perenne contentezza a Lei pure!

l’aff.moaffezionatissimo divmodivotissimo Suo

G. I. AscoliGraziadio Isaia Ascoli (1829-1907)